Lacie 2Big NAS recensione

Posted on novembre 30, 2012

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la confezione ricorda vagamente lo stile Apple

la confezione ricorda vagamente lo stile Apple

la confezione ricorda molto lo stile utilizzato da Apple per i suoi package

Qualche tempo fa mi é capitato di trovarmi con l’hard disk della mia Time Capsule Apple danneggiato. Aprendola ho scoperto che al suo interno non era montato un hard disk “server grade” da almeno 1.000.000 di ore di MTBF come indicato sulla nota tecnica al momento dell’acquisto ma bensì un Wester Digital Cavair Green da 2Tb. Per curiosità ne ho aperta un’altra da 1Tb trovando la medesima sorpresa. Insospettito (e indispettito) ho cercato riscontro in Wester digital fornendogli gli specifici seriali dei dischi; interpellata WD ha confermato di non certificare assolutamente tali dischi forniti ad Apple per 1.000.000 di ore di MTBF. Questo episodio, dopo aver scoperto che tutte le Time Capsule montavano tali dischi, mi spinse a rivolgermi ad Altroconsumo. Mi fece anche riflettere sulla sicurezza dei miei dati e sulla loro intrinseca fragilità. Purtroppo, a voler proprio ma proprio ben pensare, Altroconsumo non comprese l’importanza della fregatura ai danni dei consumatori e ad ora il tutto si è risolto con un nulla di fatto.
Ho optato quindi per una soluzione di altro tipo, simile alla Time capsule (disco di rete) ma decisamente più seria ed efficiente. Dopo le dovute considerazioni la mia scelta é stata quella di acquistare un LaCie 2Big NAS nella configurazione senza dischi, al quale ho inizialmente aggiunto due Western Digital Cavair Green da 3Tb l’uno in configurazione Raid1; il loro prezzo, il fatto che assorbano poca energia per funzionare ed il loro basso costo per Gb li rendono una scelta da considerare (ma non la migliore in assoluto) in caso di Raid1.

Uno dei due dischi scelti per la prova del Lacie 2Big Nas

Uno dei due dischi scelti per la prova del Lacie 2Big Nas

La garanzia di 2 anni fa il resto. Volendo spendere circa 1/3 in più per ogni disco, una scelta ancor migliore è quella di acquistare 2 Western Digital Red, dischi con tre anni di garanzia a bassa emissione di calore, con 1.000.000 di ore di MTBF (da specifiche WD stavolta…) e, sempre a detta di WD, aventi un firmware ottimizzato in caso di utilizzo in ambito NAS.
In un secondo momento ho quindi optato per questo prodotto dando ancor più peso alla silenziosità di funzionamento ed alla bassa temperatura sviluppata in esercizio nonostante la superficie dissipante del case esterno del NAS, garantisca un elevato scambio termico con i dischi interni, diminuendo di fatto drasticamente la necessità d’intervento della ventola ausiliaria.
Sul modello di fascia maggiore a 5 dischi, il Lacie 5big, la ventola installata è una Noctua con agganci in silicone e pale studiate per ridurre al minimo la rumorosità. Probabilmente avremmo trovato la stessa marca di ventole anche sul 2Big Nas se non fosse che Noctua non ne produce di così piccole.

Lo stato dell’unità è indicato frontalmente da un grosso occhio luminoso (led blu/rosso) inserito nella maschera frontale di alluminio con al centro una feritoia d’aspirazione. Molto piacevole e disattivabile dalle preferenze di risparmio energia dall’OS dell’unità. In caso di guasto di uno dei dischi o di malfunzionamento il led tornerà automaticamente in funzione scongiurando una dimenticanza che potrebbe costare cara. Ogni disco ha poi un piccolissimo led blu/rosso posto sul retro che ne indica lo stato individuale; in questo caso la luminosità particolarmente ridotta ne scongiura qualsiasi invadenza.  La prima cosa che mi è venuta in mente guardandolo è stato HAL9000, il computer di 2001 Odissea nello Spazio (un film del 1968 di Stanley Kubrick). Una particolarità per chi non lo sapesse: provate a traslare di una sola lettera in avanti ogni singola lettera della sigla “HAL” e capirete chi c’era dietro…

Lacie 2Big Nas o HAL9000?

Lacie 2Big Nas o HAL9000?

Una volta accesa l’unità ed inseriti i dischi per la prima volta il Nas si occupa automaticamente di costruire l’array Raid-1. Dal momento che è proprio la configurazione che mi interessava (e l’unica con un senso su un Nas a 2 dischi) va bene così. Alcuni produttori danno la possibilità di scegliere se impostare l’array in modalità raid0 al momento della configurazione. Comunque, per chi volesse sperimentare velocità “suicide” in raid-0, anche il 2Big Nas in un secondo momento da questa possibilità. Il file system utilizzato è l’ext4 che garantisce di fatto una sicurezza logica superiore per memorizzazione dei dati. Una volta smontato completamente il Nas si rivela gestito da una cpu ARM da 2 Ghz coadiuvata da 256 mb di memoria dram; in aggiunta, 512 Mb di memoria flash Hynix sono saldati sul retro della motherboard. Nonostante ciò, stando a quanto riportato dalle faq sul sito Lacie, il sistema operativo non è residente nella flash come si potrebbe pensare ma viene installato nei dischi dell’array raid. Per la precisione in uno dei due dischi, il primo, fondamentale quindi per l’avvio a freddo. In pratica la flash da 512 mb contiene il setup dell’os ed i 256 mb sono la ram di sistema. Francamente, considerato anche il prezzo delle memorie attuali, avrei di gran lunga preferito avere un os residente in memoria o perlomeno copiato in RAID1 sul secondo disco. Mi spiego meglio: nel caso salti il primo disco tutto va comunque avanti poiché l’os è stato precedentemente caricato in memoria e da li lavora consentendoci di cambiare il disco e continuare a lavorare ma SE salta l’alimentazione o si spegne il sistema mentre il primo disco è danneggiato allora…. sono cavoli amari poiché la ram dove il sistema viene gestito viene cancellata e non c’è nessun primo disco disponibile con l’OS installato contenente le informazioni sull’array da ricostruire. Ditemi voi se questo ha senso. Eppure non è l’unico NAS con questo problema. Confido che un update del firmware risolva questo paradosso d’autore a breve.

Le connessioni posteriori oltre alla classica e fondamentale gigabit ethernet (10/100/1000), sono di tipo eSata ed usb 2.0. In quest’ultimo caso l’ho utilizzata per collegarvi il cavo dati del gruppo di continuità APC. Una volta rilevato correttamente dal software, l’APC è stato impostato in modo che al raggiungimento del 5% della batteria l’OS  spegnesse automaticamente il Nas scongiurando un arresto anomalo. Nel mio caso è stato rilevato correttamente il Back-UPS ES/CyberFort 500 di Apc. Per maggior sicurezza si può verificare dall’elenco di compatibilità se il proprio gruppo di continuità è supportato. La porta usb 2.0 può essere utilizzata anche come server di stampa il che la rende ancor più interessante. Peccato averne solo una a questo punto.

Il nas viene immediatamente visto da OSX che ne richiede la prima configurazione mediante web browser. Il login è disponibile sia mediante http che https. Personalmente ho preferito attribuire una prenotazione dhcp al 2Big Nas dal pannello di controllo del router,  impostandone di conseguenza, dal menu dell’os del Nas, gateway ed ip. Per chi non fosse pratico, il software allegato leggero ma comunque soddisfacente “Lacie Network Assistant” sarà certamente d’aiuto occupandosi di rilevare in automatico l’ip attribuito al Nas dal router e montando il volume all’occorrenza.

Ad ogni utente vengono assegnati individualmente i permessi di scrittura e lettura relativi alle condivisioni assegnate. Gli utenti inoltre possono essere gestiti in gruppi, il che semplifica notevolmente la gestione di molteplici condivisioni in caso di team di lavoro formati da più utenti (ok ok… si parla di Famiglia). Ad ogni utente è sempre assegnato un id, una password ed una mail, utile nel caso di avvisi automatici: il nostro 2Big è infatti in grado di inviare mail smtp al definirsi di eventi rilevanti. E’ implementato il protocollo iSCSI (senza entrare in tecnicismi stavolta) potremo così far vedere  il Nas al nostro sistema operativo come se si trattasse di un Hdd locale. Lo spazio dedicato è ridimensionabile all’occorrenza e rende iSCSI una funzione particolarmente interessante.

Il software che gestisce l’unità è il “NAS OS 2” di Lacie. Se da un primo impatto l’interfaccia sembra pulita e semplice, dopo qualche zapping qua e la, ci si rende subito conto che la disposizione “a widget”, più che semplificare le cose, si traduce in una gran confusione. Un menu a schede ben impostato sarebbe stato di gran lunga migliore e non avrebbe precluso certamente un impaginazione stilisticamente pulita, accattivante e chiara in linea con il prodotto. Perché quella attuale è fin troppo pulita: manca completamente un log completo dell’attività dei dischi e del sistema così come mancano le temperature e le informazioni sui componenti rilevanti dell’unità. Sarebbe bastato rendere possibile la visualizzazione in due modalità: base ed avanzata e non questa via di mezzo che non soddisfa ne uno ne l’altro. Speriamo vivamente che Lacie si renda conto dell’opportunità di rendere il proprio OS interessante anche agli occhi delle utenze più smaliziate ed ancor più a chi non lo è. In fondo chi acquista un Nas generalmente ha già un certo grado di conoscenza ed il design di Neil Poulton, pur essendo uno dei motivi caratterizzanti di questo particolare acquisto, non è certo l’unico che viene valutato dall’acquirente specifico.

I servizi attivabili gestiti dall’OS sono SMB, AFP, NFS, FTP, sFTP oltre a quelli dedicati a Time Machine, allo Streaming Multimediale ed al client Torrent configurabile. La cpu Arm a 2Ghz ed i 256Mb di memoria sono adeguati a rendere i servizi e l’Os agili e pronti. Onestamente non ci avrei scommesso e invece… sarà forse merito di un sistema leggero? Probabile. E’ logico che se lancerete il client Torrent con 20 connessioni simultanee la faccenda si complica ma queste sono cose, da lasciare al buon senso.

La pianificazione energetica consente di impostare per ogni giorno della settimana un orario di accensione ed uno di spegnimento coadiuvate dalla modalità dormiente deep sleep. Il tempo di spegnimento dei dischi è anch’esso configurabile insieme all’attivazione/disattivazione della luce frontale di stato ed al livello di soglia percentuale dell’Apc, prossimamente al quale l’Os spegnerà l’unità. Una funzione quest’ultima, davvero molto utile. Sarebbe stato bello poter configurare la luminosità del grande occhio led frontale ma… pazienza, si tratta in fondo di stile.

Come si sa, avere un ip fisso è un’opzione che il proprio provider certamente prevede ma che ha dei costi ed alcuni svantaggi. Ad ovviare a ciò, il Nas supporta una sua gestione e l’accesso remoto mediante un proprio sistema dns. Il pannello di accesso è raggiungibile da browser tramite il sevizio gratuito “MyNas” di Lacie oppure mediante l’ormai famoso Dyn dns. Qui chiaramente entra comunque in gioco la capacità di upload della vostra adsl poichè se per connettervi e scaricare dati dal nas qualsiasi adsl semi-decente si può dire adatta, non è detto che tali dati vi vengano ache inviati ad una velocità sufficiente. Questione di Isp insomma.

Come se non bastasse è disponibile una app gratuita di Lacie per iPad, iPhone e iPad mini per consentire un accesso ed una gestione agevole sia da smartphone che da tablet.

hal9000

Che dire, ad oggi il treno fila liscio senza problemi di sorta, silenzioso, semplice nella configurazione e molto veloce negli accessi anche multipli (ma dipende anche dal vostro router).

Di certo esistono soluzioni migliori dal punto di vista delle performance sul mercato (Qnap tanto per dirne una) ma richiedono quasi sempre maggiori costi e intense capacità di configurazione (chiamiamoli pure sbattimenti). Ed infine, detta come va detta… HAL9000 ha sempre il suo fascino.

 

 

 

AGGIORNAMENTO 12 settembre 2013

E’ stata aggiunta la sincronizzazione con il servizio Cloud Waula e un monitor delle risorse di sistema. Finalmente si intravede un sistema completo e decisamente più piacevole anche se la sensazione di confusione permane.