Cambiamenti epocali in corso: dall’ Hard Disk all’ SSD

Posted on dicembre 20, 2011

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Ok, è arrivato il momento di accendere il computer, dare un’occhiata a facebook, twitter o myspace, scaricare quelle due-tre foto dalla macchina fotografica o dal cellulare e farne un backup o magari caricarle online. Già che ci sono ascolto un po’ di musica e mi guardo qualche video su Youtube e Vimeo. Poi devo controllare la mail ed eventualmente rispondere a quelle in sospeso. Non mi dispiacerebbe nemmeno vedere se in skype riesco a beccare “XYZ”.

Questo è pressapoco l’utilizzo che la maggior parte delle persone fa del proprio computer per la maggior parte del tempo. Non sto dicendo che siamo lobotomizzati o che utilizziamo il pc/mac solo per scopi che poco sfruttano la sua vera potenza e le potenzialità dell’oggetto, dico semplicemente che, considerandone quest’uso, la capacità di eseguire più operazioni in dato lasso di tempo non sarà indicativa della velocità che tutti noi percepiamo.

Andando con ordine: per i meno addetti ai lavori sappiate che una volta spento il computer i vostri dati sono salvati in quello che è chiamato l’hard disk ovvero una delle ultime componenti meccaniche rimaste nel pc. Questo componente registra magneticamente i dati e li rilegge mediante una testina su di un piatto metallico. Potete immaginarlo un po’ come un vecchio giradischi, il principio è molto simile. Ora, per una macchina con latenze espresse nanosecondi, trovare un componente che ragiona perennemente in millisecondi è come trovarsi in atutrostada con davanti un pulmino di suore a 30 km/h che prende tutta la carreggiata (con tutto il rispetto Badessa e subalterne) e che solo saltuariamente (col volere di Dio) vi fa passare. Decisamente non il massimo. Gli SSD non sono altro che degli hard disk fatti di memoria elettrica capace di mantenere le informazioni a pc spento e che non crani questi immensi colli di bottiglia nella lettura/scrittura dei dati. Perché non farlo prima? Beh, i costi naturalmente, ma anche una eradicata e fastidiosa pigrizia nel cambiamento. Sempre la maggior parte delle persone ha il disco fisso vuoto per più della metà del proprio spazio ma non vuole saper parlare di ridurre la propria capacità neppure se questo significa incrementare drasticamente e percettibilmente la velocità di tutto il sistema. Meglio attendere un minuto e mezzo l’avvio della machina ed avere latenze tra un operazione e l’altra di 10 secondi o avviare il sistema in 20 secondi e non avere nessuna latenza tra le varie operazioni? La risposta è ovvia naturalmente, ciò nonostante, a meno che non abbiate potuto provare un macbook air di ultima generazione, un iPad prima serie o iPad 2 , o non siate appassionati con la capacità del “fai da te” in grado quindi di cambiare il vecchio disco con un SSD, difficilmente potreste capire cosa intendo se non con video che dimostri le reali differenze di 2 macchine analoghe con dischi differenti.

E allora eccovene un esempio operativo: nel video sono messe a confronto due macchine identiche ma con differente disco. Una con SSD ed una con Hard Disk tradizionale. Il video parla praticamente da solo. Si tratta di due macbook pro 13″ con core i5. L’esportazione del filmato (piuttosto lungo) è in Full Hd. Se precedentemente aggiornando i componenti della macchina si potevano ottenere miglioramenti misurabili in pochissimi secondi a fronte di costi comunque notevoli, ora il distacco è netto e assoluto in qualsiasi operazione. Entro breve posterò un video inerente l’utilizzo nelle operazioni più comuni così da dare ancor maglio l’idea di ciò che abbiamo di fronte e di ciò che ci aspetta.

Buona visione!